idee,  ispirazione

La Nazione delle Piante

Oggi voglio parlarvi della Nazione delle Piante.
Mi trovavo in libreria per comprare un regalo e l’occhio è caduto su questo libro… mmh, Stefano Mancuso, ne ho sentito parlare molte volte ma non ho mai letto niente di suo.
“La prima carta dei diritti dei viventi scritta dalle piante” leggo sulla sovracopertina, e l’argomento mi incuriosisce subito.
Stefano Mancuso – scienziato innovativo di fama mondiale nel campo della neurobiologia vegetale, autore, docente universitario premiato come “world changer”… insomma uno che di vegetali ne sa a pacchi – immagina una carta dei diritti divisa in otto punti, in cui siano le piante a prendere parola e a dettare le regole della convivenza sulla terra.
E ovviamente lo fanno dal loro punto di vista, da una prospettiva “piantocentrica” (passatemi l’obbrobrioso neologismo) che è completamente diversa da quella antropocentrica.

Si tratta di un esercizio intellettuale che ribalta la prospettiva, una vera e propria rivoluzione copernicana che ci permette di uscire dal nostro modo di ragionare per sperimentarne uno diametralmente opposto.

Quello che succede, dopo averlo letto, è che non è più possibile guardare le piante con gli stessi occhi.
Ma non solo: ci induce a ripensare le nostre relazioni – sia quelle fra i viventi che il nostro rapporto con la terra – in una chiave diversa.

Non c’è davvero un capitolo più bello dell’altro, tutti sono di ispirazione e pieni di significato, ma qui voglio parlarvi dell’ultimo, l’Articolo 8: La Nazione delle piante riconosce e favorisce il mutuo appoggio fra le comunità naturali di esseri viventi come strumento di convivenza e progresso.

Mancuso ci parla di come la teoria dell’evoluzione di Darwin sia stata travisata negli anni a seguire, applicandola in chiave sociologica e banalizzandola ad un concetto simile al: è il più forte a sopravvivere.
E questa visione da il mondo è una giungla e sopravvive il più spietato è entrata a far parte di noi tanto da essere data quasi per scontata.
Darwin non disse nulla del genere, disse invece che a sopravvivere è il più adatto, e non enunciò mai le caratteristiche del più adatto perché troppo variabili, strettamente dipendenti dall’ambiente e dalla situazione contingenti.

La storia dell’evoluzione naturale ci mostra invece come spesso il più adatto sia colui che è in grado di collaborare, e come il mutuo appoggio sia la vera chiave dell’evoluzione.
L’autore descrive bellissimi esempi di simbiosi nel mondo vegetale, ci svela come le basi della vita sulla terra nascano proprio da un incredibile esempio di simbiosi, ci racconta come le piante siano maestre della cooperazione e come tutti gli esseri viventi siano interconnessi in modi complessi e spesso imprevedibili.

E chiude con: la cooperazione è la forza attraverso la quale la vita prospera e la Nazione delle Piante la riconosce come primo strumento del progresso delle comunità.

Già questo mi induce a pensare che dalle piante avremmo molto da imparare.
È chiaro, per loro la cooperazione è necessaria anche perché non possono muoversi, e non potendo andarsene in giro a cercarsi un ambiente migliore di quello che le circonda, necessariamente con quell’ambiente e i suoi abitanti devono farci i conti.
Ma quanto sarebbe migliore la nostra società se fosse anch’essa basata su questo atteggiamento?

Quest’ultimo capitolo mi ha stimolato anche un’altra riflessione: in questo periodo in cui la maggior parte delle persone comincia a sviluppare una sensibilità verso i temi ambientalisti, un libro come questo ci dà le basi per una comprensione vera di quanto potrebbe essere catastrofico non riuscire ad invertire la rotta.
Mi viene da pensare che essere ambientalisti, mettere al primo posto nelle nostre priorità la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, è la scelta più “adatta” (in senso di evoluzione darwiniana), di fatto l’unica che ci potrà permettere di sopravvivere.
Ed è molto urgente che venga adottata dal più grande numero di persone possibile.
Chiedete alla grande quercia che avete in giardino o al geranio sul balcone, anche loro ve lo confermeranno.

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