È che quando decidi di metterti in gioco facendo qualcosa, come nel mio caso quando ho deciso di creare un sito di baratto, i risvolti sono spesso inaspettati.
Massì, mi metto lì davanti a una tastiera dietro ad un monitor e il gioco è fatto, pensavo.
Pensavo male, ovviamente.
Perché poi la realtà quella reale, quella fatta di volti di persone, di voci, di strette di mano, di richieste di incontri ti bussa alla porta, più spesso ti chiama al telefono, e poi ti si impone davanti agli occhi.
E per una che è fondamentalmente timida come me, è un bell’esercizio.
Tanto che comincio pure a prenderci gusto ad incontrare gente, a spiegare di persona, davanti a degli occhi interessati (qualche volta distratti, mica il baratto piacere a tutti!), perché mi sto dedicando al baratto, cosa significa per me e cosa spero di cambiare, mettendo a disposizione questo strumento.
L’ho fatto anche in una scuola di ragionieri programmatori, e trovarmi dall’altra parte della cattedra è stato davvero strano, ma mi ci sono sentita a mio agio e spero di avergli trasmesso un bel messaggio.
Uscire verso la gente è anche nell’intento dello swap party che sto organizzando con un’amica per l’11 di novembre, perché scambiarsi cose diventi anche un’occasione per conoscersi, e per divertirsi (intervenite numerosi, più siamo meglio è!!).
Vi lascio con i miei 2.30 minuti di celebrità, l’intervista che mi è stata fatta alla Fiera del DES il 7 di ottobre. Qualche anno fa non sarei riuscita a spiccicare parola, ve lo assicuro ;)


