decrescita,  risvolti psicologici

Rivelazioni in vacanza!

Tanti anni fa un amico – parlando di vacanze – mi scrisse più o meno così: io penso che la vacanza non debba necessariamente significare divertimento, viaggi, gente nuova, aria nuova; questa è l’idea (limitativa) più generalizzata. Ossia, tutto ciò può caratterizzare una vacanza ma non ne è l’essenza, che è invece quella di liberare la mente.
Dalla mente libera si sprigionano lucidità, consapevolezza e molte altre qualità che, per mille motivi, durante l’anno si assopiscono. La vacanza diventa qualcosa di più “spirituale”.

Mi sono ri-imbattuta in queste parole recentemente, e ci stavo riflettendo sul battello che, ondeggiante, dalla Corsica mi stava riportando in Italia.

La mia mente si era davvero liberata? E – in conseguenza di ciò – avevo capito qualcosa in più, durante la mia vacanza?
Oppure era stata solo un piacevole intermezzo di sole-mare-azzurro-relax?
Mi sembrava proprio che fosse così.
Ma, come spesso accade, le “rivelazioni” arrivano quando si torna nel proprio ambiente, quello che ci circonda durante tutto l’anno.

È stata una vacanza particolare: in tenda per quasi 3 settimane, in un campeggio molto spartano, non molto popolato e totalmente immerso in un bosco di sugheri e pini marittimi.
Un’esperienza nuova, almeno per me e la mia famiglia. Parlandone con conoscenti e amici, prima di partire, mi sono spesso vista rivolgere un’espressione perplessa e un “piuttosto me ne sto a casa…”.

In effetti non si può dire che fosse una situazione comoda: il nostro spazio vitale era ridotto ai 10 metri quadrati delimitati dalle pareti della tenda, tutti gli oggetti che servivano a noi quattro per vivere stavano lì dentro, comprese le provviste e tutto l’occorrente per cucinare. La dimensione delle camere era esattamente quella di un materasso matrimoniale.

Ed è soprattutto questo che mi ha colpita una volta tornata a casa: dopo settimane passate a dormire in un ambiente così piccolo e a suo modo confortevole – una sorta di nido – una volta rientrata a casa ho avuto la netta impressione, risvegliandomi la mattina in camera mia, che la stanza fosse spropositatamente grande. Mi guardavo intorno, e mi sembrava che lì dentro ci sarebbe potuta stare tutta la casa. E dire che vivo in appartamento, non in una reggia…

Sono passate due settimane dal mio rientro, e la stessa impressione non è cambiata: la casa è sempre grande, e soprattutto è ingombra di oggetti che non mi servono.
Ok, ha scoperto l’acqua calda, penserà qualcuno. E a ragione!

Lo si dice sempre che siamo sommersi da oggetti che non ci servono… ma la differenza è quell’abisso che sta fra il sapere le cose e il sentirle.

È rendersi conto, quasi infastiditi, che tutti gli oggetti che abbiamo in casa vanno in qualche modo gestiti: spostati, spolverati, riordinati, traslocati, riposti, puliti, ritrovati, in qualche caso scadono, passano di moda, ci stufano.
È l’urgenza di avere intorno solo l’essenziale. Di tenere tutto quello che uso davvero, o che è bello (che – si sa – la bellezza è una necessità).
Il resto, non appena avrò tempo di farlo, finirà naturalmente su cose(in)utili per essere barattato e avere una nuova vita!

E per restare in tema, beccatevi la sempre attualissima Storia delle cose.

E voi? Avete avuto qualche rivelazione speciale in vacanza? Qualche crisi di astinenza da baratto?
Se sì, raccontatecelo! :)

5 Comments

  • Regina (Crystal su Cose Inutili)

    io invece quando ero in vacanza sentivo la malinconia della mia gatta (mi svegliavo di notte e mi sembrava di averla ai miei piedi) e le mie piante (quest’anno mi sono dedicate particolarmente al mio balcone). invece quando sono tornata a casa mi sembrava che la mia stanza fosse troppo bianca, mi sembrava di essere in ospedale :-( sono belle le riflessioni che nascono dopo un breve distacco…

  • Stefy (Stefy13 su Cose (in)utili

    Non faccio vacanze da mezza vita, ma la tua stessa sensazione l’ho provata quando ho venduto casa(quasi 90mq) per andare in affitto in una di 50mq in 4 di noi. Ho dovuto tenere l’indispensabile. Ora che ne abbiamo di nuovo acquistata una grande e rimesso a posto tutto,troppe cose mi sembrano superflue e a volte mi ci sento un po’ persa…

  • Mimmoz01

    Mi capita la stessa cosa ogni volta che riesco fare un viaggio in bicicletta, con tutto l’occorrente per stare via da casa qualche giorno chiuso in una borsa dietro alla sella… E’ incredibile come dopo pochissimo tempo ridotti ai minimi termini ci si accorga della montagna di superfluo che ci circonda nella vita normale; Da un lato penso a chi è però “obbligato” a questa situazione – senza poter scegliere – , dall’altro a chi viene “narcotizzato” dall’eccesso che non se ne rende nemmeno conto… in mezzo però ci sta tutto (il piccolo) universo di persone che si fanno qualche domanda in più, e iniziano pian piano un percorso diverso, ognuno a proprio modo. Comunque iniziano, ed è già una gran cosa :)

  • fausto

    Hai ragione ! ogni volta che ritorniamo dalle nostre camminate con lo zaino in cui devi farci stare tutto quanto ti necessita per una quindicina di giorni e che ti devi portare sulle spalle, ci rendiamo conto aprendo la porta di casa che il 70 % delle cose che vedi non ti servono a nulla se non per essere spolverate. E ti rendi conto di quanto spreco è stato fatto ! E qui partono le meditazioni sulla sobrietà e sostenibilità……..

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