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Sciroppo di sambuco

Questa ricetta non vedevo l’ora di condividerla!
Contrariamente a quella del pesto di aglio orsino, che preparo da anni, questa è una scoperta recente e inaspettata.

Ora che il lockdown si è allentato si può andar per boschi a raccogliere i fiori di sambuco, e cosa c’è di meglio – in queste giornate di simil-estate – di poter finalmente respirare all’aria aperta, in campagna?
Il sambuco è abbondantissimo in questa stagione, e facile da identificare: ne esiste una specie velenosa ma i suoi fiori tendono al violetto, mentre quelli del Sambucus Nigra commestibile sono bianchissimi come quelli in foto.
E profumatissimi.
Per preparare questo sciroppo vanno scelti gli ombrelli che hanno tutti i fiorellini aperti, e vanno raccolti cercando di scuotere i fiori il meno possibile, magari in un giorno di sole subito dopo qualche giorno di pioggia, così da usarli senza doverli lavare e quindi senza perdere la preziosa polverina gialla, il polline, che pare abbia proprietà di proteggere il cuore e abbassare la pressione sanguigna.

Lo sciroppo che se ne ottiene è sorprendentemente profumato e viene utilizzato diluito in acqua – ne basta davvero pochissimo! – per preparare una bevanda dissetante in estate, ma sembra sia ottimo anche contro le malattie da raffreddamento in inverno… vi saprò dire.
Io lo uso anche per dare un tocco dolce e profumato alle fragole o al posto dello sciroppo d’acero sui pancakes.

“Fare la spesa” nel bosco mi dà una gran soddisfazione e un senso di appartenenza: il nostro territorio è ricchissimo di vegetali commestibili, la maggior parte sconosciuti ai più. Piante che crescono spontaneamente, in luoghi lontani dal traffico, senza che la mano dell’uomo abbia dovuto intervenire.

Ma torniamo a noi, la ricetta dello sciroppo di sambuco è molto semplice e prevede:

15-20 ombrelli di fiori di sambuco fioriti da poco
3 limoni non trattati
1 litro di acqua
1 kg di zucchero (io ho usato quello di canna integrale)

Il mio consiglio però è quello di raddoppiare direttamente le dosi, se avete la possibilità di raccogliere molti fiori :)

Vanno colti in un luogo per quanto possibile lontano dal traffico, li si pulisce accuratamente separando i fiorellini dai gambi e dalle parti verdi, li si pone in un contenitore insieme ai limoni tagliati a fette sottili e all’acqua. Se avete un contenitore a chiusura ermetica in cui farli macerare, ancora meglio.
Si mescola, si copre e si lascia riposare per 24 ore.

Il giorno dopo si filtra il tutto attraverso un colino o una garza, strizzando bene i fiori e i limoni rimasti.
(per essere proprio proprio zerowaste io ho separato i limoni dai fiori e ho aggiunto questi ultimi all’impasto di una torta!)

Si versa il liquido ottenuto in una pentola capiente, si aggiunge un kg di zucchero e si fa bollire per circa 30 minuti, finché lo sciroppo non si addensa un po’.

Poi si versa il liquido ottenuto in contenitori di vetro sterilizzati, li si capovolge e si fa raffreddare completamente, per creare il sottovuoto. Vanno conservati in un luogo fresco e buio e durano molti mesi, fino alla fine dell’inverno.
Una volta aperti invece vanno conservati in frigorifero e consumati nel giro di una settimana, quindi meglio dividere lo sciroppo in contenitori piccoli.

Mi piace talmente tanto che mi sono lasciata un po’ prendere la mano, e ora ne ho qualche vasetto da mettere in baratto, qualcuno ne vuole?

2 Comments

  • Anna

    Grazie per questa ricetta….fatta ed è piaciuta molto.
    Raccolti i fiori di sambuco nei boschi del Carso triestino….

    • l*elisa

      Chissà che profumo!
      Io ne ho ancora un paio di vasetti che tengo gelosamente per l’inverno, voglio vedere che effetto mi farà aprirli e lasciare che sprigionino tutto il loro profumo di primavera :)

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