idee,  la nascita

Credevo di essere la prima, quella originale…

Quando, qualche mese fa la messa a punto del sistema dei crediti mi ha illuminato la via, ho pensato: che grande idea, se si riuscisse a realizzare appieno, se fosse possibile creare un database completo, pulsante di vita, pieno di oggetti a cui poter accedere senza che in tutto questo ci fosse bisogno di soldi, sarebbe davvero una gran cosa.
Per chi ne può usufruire prima di tutto, per mettere un freno a questa spinta consumistica che ci induce ad acquistare (e inquinare) sempre di più, per allungare la vita a cose che altrimenti verrebbero sprecate, insomma i motivi sono tanti e tutti belli, trovo.
Mi sono figurata addirittura grossi sistemi di scambio non monetari… una rivoluzione insomma!
E mi sono sentita una pioniera.

Finché, qualche giorno dopo, approdo al libro Vivere senza soldi. Non so come, per quel misterioso meccanismo per cui quando hai bisogno di qualcosa, un’informazione soprattutto, quell’informazione arriva, e arriva puntualmente al momento giusto. È un fenomeno che ancora mi stupisce, troppo frequente per essere casuale. Ma non divaghiamo.

Lo leggo e scopro che la mia originalissima idea è già stata realizzata, una quindicina di anni fa, da Heidemarie, autrice del libro, con la Centrale dai e prendi, a Dortmund in Germania.
Precisa precisa, con la presenza dei crediti, con la “banca del tempo”, anzi quell’esperienza si basava soprattutto sullo scambio di tempo più che di oggetti. Tutto si svolgeva di persona e non sul web, chiaramente, ma per il resto il progetto è proprio uguale uguale.

All’inizio, devo ammetterlo, ci sono rimasta un po’ male: non avevo avuto nessuna idea rivoluzionaria.
Ma con il passare dei giorni, riflettendoci sempre di più, scoprendo che di queste realtà ne esistono già tante in giro per il mondo, mi sono sentita felice di essere “in buona compagnia”, che molti stiano già andando in quella direzione.
E poi mi sembra comunque che il fatto di averla avuta io l’idea, autonomamente, senza averla “scopiazzata” da qualche parte e riadattata alla mia realtà, un qualche valore lo possa avere, come se desse un’energia diversa a tutto il progetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *