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La nascita

Comincia qui il mio “diario di bordo” di cose(in)utili.
Comincia oggi, giorno in cui Tommaso, mio figlio più piccolo, ha 18 giorni, e dorme tranquillo nel lettino vicino a me.
“E che c’entra tuo figlio col baratto, vuoi già barattarlo per uno più grande che non si svegli ogni 2 ore di notte?”
Mannò dai, per adesso ci sto ancora dentro :)

Eppure Tommaso c’entra, perché l’idea di cose(in)utili è nata durante la sua gravidanza. Quando avevo il pancione, ho capito davvero come si sentono i creativi. Ero tutta un fervere di idee, progetti, spunti, cose nuove da fare. Oppure semplicemente sono diventata più intelligente ;)

Ci pensavo già da un po’, all’idea del baratto, alla possibilità di dare nuova vita a cose che per me ormai erano inutili ma che a qualcun altro sarebbero potute servire. Ci pensavo ancor di più dopo la lettura della Decrescita felice e un’intensa pulizia del garage in cui una macchinata di roba ancora usabile (in parte nuova!) è finita in discarica, qualche mese fa.
Sapevo di voler mettere in piedi un sito in cui poter barattare gli oggetti con altre persone, ma mi sembrava che il grosso limite del baratto fosse la reciprocità: ti do qualcosa solo se tu hai qualcosa che interessa a me. Quante probabilità ci sono che sia così? Pochissime, ammettiamolo.

Se invece si potesse mettere online una sorta di database in cui ogni persona mette a disposizione i propri oggetti per scambiarli potenzialmente con gli oggetti di chiunque altro gratuitamente… sarebbe meraviglioso!
Tutta una serie di cose che acquistano una nuova dignità, che tornano ad essere utili, che non vanno ad intasare le discariche, che non inducono a comprare cose nuove che a loro volta hanno inquinato per essere prodotte!
Ma come poter fare? Come gestire in modo sensato questi scambi?

E un giorno, durante una sorta di dormiveglia dopo pranzo (eh, sì, la sonnolenza post-prandiale raggiunge picchi esponenziali durante la gravidanza…), l’illuminazione: i crediti.
Ad ogni oggetto ognuno assegna un tot di crediti che decide in base al valore che attribuisce a quell’oggetto. Diciamo che in linea di massima, come metro di paragone, 1 credito potrebbe corrispondere ad un euro, ma giusto per avere un riferimento. Di soldi, nel mio sito, non ne verranno scambiati mai.

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