idee,  risvolti psicologici

Sbirciando

Ieri mi è capitato di leggere una discussione su un forum, in cui si parlava di cose(in)utili.
È stato strano, un po’ come sbirciare, non vista, dal buco di una serratura.
Quello che ho sentito, come succede spesso quando si sbircia, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.
Si tratta di un gruppo di persone che ha da poco scoperto cose(in)utili e che, facendoci un giro, ha letto nelle FAQ che dal prossimo anno il sito sarà a pagamento.

Una piccola – necessaria – precisazione: ad ogni persona che si iscrive al sito vengono regalati 30 crediti, del valore corrispondente di 30 euro, con cui possono avere qualsiasi oggetto che trovino su cose(in)utili.
Il costo dell’abbonamento annuale sarà – ammesso che verrà istituito intorno ai 12 euro, cioè 1 euro al mese.
E comunque verrà applicato solo dopo aver effettuato 3 scambi gratis, questo anche per permettere a chi lo usa saltuariamente di utilizzarlo in modo gratuito.
E probabilmente non verrà applicato dal prossimo anno ma da quello dopo ancora.
Fine della premessa, possiamo continuare.

Queste persone hanno reagito dicendo: facciamo i 3 scambi gratis e poi gestiamoceli fra di noi, oppure aspettiamo che nasca qualche altro sito del genere, che lasci il servizio gratuito.
Reazione più che naturale, probabilmente l’avrei avuta anche io, qualche anno fa.
Colpa anche del tuttogratis che si è imposto in internet e che non ha riscontro in nessun altro settore (andate voi dal salumaio a chiedergli di darvi del salame gratis  e vediamo cosa vi risponde…).

Ma questa volta, da questa parte, ci sono io.
Io che sto avviando un progetto in cui credo moltissimo e ci sto mettendo tutta la mia passione, la creatività, l’inventiva, l’impegno e un sacco, ma davvero un sacco di tempo.
Io che sono davvero felice di mettere questo strumento a disposizione delle persone, e vedere che dopo soli 3 mesi di attività la community ha già ridato vita ad oggetti per oltre 500 euro, e si è già scambiata qualche ora tramite tempoutile, ve lo assicuro, è una soddisfazione enorme.
Io che porterò avanti comunque questo sito, che mi frutti qualcosa (o che mi ripaghi delle spese che ho sostenuto e continuo a sostenere, perché non dimentichiamoci che ci sono anche quelle e non sono proprio bruscolini…), oppure no.
Ma se non mi frutterà nulla, lo porterò avanti con entusiasmo finché avrò del tempo, finché non arriverà un lavoro, magari full time, a monopolizzare la mia vita. Perché va bene l’autoproduzione e la decrescita, ma quando si hanno due figli le spese ci sono e vanno affrontate.
E allora tra lavoro, casa, bambini e tutto il resto, cose(in)utili sarebbe destinato a morire.
E poi diciamocelo, il sito adesso è online, e online è facilissimo rubare questa idea, che per me invece è stata frutto di un processo creativo intenso, personalissimo, appassionato. Che è stata la realizzazione di qualcosa in cui credo davvero e che cerco di mettere in pratica ogni giorno della mia vita: la decrescita, unita alla consapevolezza degli acquisti.

E col tempo, con questa pratica costante, ho imparato una cosa: i nostri soldi sono linfa vitale. Decidendo a chi destinarli, decidiamo di fatto quali realtà mantenere in vita, e quali far morire.
Se faccio la spesa al supermercato e compro frutta e verdura coltivate in maniera convenzionale, sovvenziono i grandi coltivatori che irrorano la nostra terra di veleni.
Se compro frutta e verdura biologica attraverso il GAS, permetto ai piccoli coltivatori biologici di vivere.
E questo è applicabile a tutto ciò che acquistiamo: beni e servizi.
Ogni volta che ci accingiamo a tirare fuori il portafogli o a non farlo (o a fare click su “acquista” online, cosa che avviene sempre più spesso), dovremmo chiederci quale realtà stiamo supportando, e quale stiamo condannando a svanire.
Ok, ogni tanto qualche deroga ci sta, anche io mi faccio tentare dal vestitino H&M e lo compro comunque, anche se non so nulla sull’eticità di questa scelta. Ma è ogni tanto, è l’eccezione che conferma la regola (e lo faccio molto meno di prima).

E allora l’invito, per tutti (me compresa), è quello di riflettere un po’ di più su ciò che sta dietro ad ogni nostra decisione economica, perché è con questa consapevolezza che dovremmo costruire la realtà intorno a noi.

5 Comments

  • Hans

    Ho riflettuto e penso sia giusto chiedere di pagare per il servizio che si offre, sempre ed in ogni caso. Però come tu manifesti liberamente il tuo pensiero e’corretto riconoscere la possibilita’ ad altri di farlo. Gli altri sono liberi di discutere se pagare o meno visto che i siti in rete dello stesso tipo sono moltissimi, senza nulla togliere al tuo processo creativo intenso ed appassionato. Sempre liberamente credo che dire che i nostri soldi siano la nostra linfa vitale nell’ambito di un sito che offre il baratto e lo scambio del tempo mi pare del tutto inappropriato. Credo che siti del genere dovrebbero appoggiarsi a donazioni, spontanee per l’appunto, dei propri iscritti e sulla pubblicità. Ma sono idee. Per quanto mi riguarda, avendo a disposizione altri servizi identici e gratuiti dubito che pagherei mai un prezzo imposto dal gestore del sito, che si’ offre il luogo di scambio, ma che andrebbe a lucrare sulla merce degli utenti come fa ebay.
    Buon lavoro
    Hans

  • elisa

    Ciao Hans, e grazie per il tuo commento.
    Permettimi di dissentire solo su un punto: nella nostra società, per come è strutturata, i soldi sono linfa vitale.
    Io autoproduco molto, e baratto parecchio, ma mi sembra utopico (anche se sarebbe bello!) poter eliminare del tutto il denaro. Quelli che vengono definiti “scambi mercantili” a mio avviso vanno ridotti il più possibile, ma non credo sia possibile eliminarli.
    E una raccomandazione: negli altri siti di baratto in cui approderai, fai una donazione, il loro lavoro è importante :)
    Ciao
    Elisa

  • laura

    premetto,che probabilmente non sono tanto brava ad esprimere a parole quello che penso. ma se credo in una cosa o inizziativa che sia e questa ha dei costi da sostenere non trovo cosi’ strano che uno deva pagare una piccola quota,ragazzi sono 12 euro ,a volte si apre il portafoglio volenti o nolenti per cose meno valide o emerite cavolate(ci caschiamo tutti ogni tanto anche i piu’ virtuosi). il sito ha degli incredibili vantaggi ci permette di scampiare le nostre cose inutili che se ne stanno abbandonate inutilizzate con cose che ci possono piacere o essere utili,se proprio vogliamo essere venali io sono convinta di aver fatto dei piccoli affari e aver preso degli oggetti che in questo momento mi servivano opiacevano che altrimenti magari al momento non avrei potuto permettermi a cuor leggero,accessori per abbellire ilmiobanchetto in un futuro mercatino,dei vestiti che evitero’ di comperare nei negozi,materiale per mia figlia artista in erba e ho avuto contatti con persone simpaticissime. se fossi piu’ vicina probabilmente cercherei di convincere qualcuno ad accettare i miei bracciali in cambio di un pezzo di focaccia. tutto questo per dire GRAZIE mi suona meglio che GRATIS

  • Alice

    Prima di leggere quest’articolo anche a me, come ad Hans, si storceva il naso a pensare di dover pagare per un servizio di baratto. Tuttavia ora capisco che Elisa mette a nostra disposizione già il suo tempo e che si impegna a fondo per mantenere un sito utilissimo e che, come a detto Laura, fa conoscere persone molto piacevoli. Adesso si sta anche facendo carico di tutte le spese di gestione del sito, personalmente sarò felice di aiutarla con questa quota annuale veramente minima.
    Esistono, è vero, altri siti simili a questo, ma secondo me questo è quello fatto meglio. Penso inoltre che le donazioni spontanee siano troppo instabili per potervisi affidare per sostenere tutte le spese, e apprezzo molto l’eticità con la quale Elisa si oppone alla pubblicità.
    Per concludere complimenti per il sito e grazie di tutto,
    Alice

  • l*elisa

    Grazie Laura ed Alice, è bellissimo incontrare delle persone come voi, mi date l’entusiasmo per continuare a cercare di rendere cose(in)utili sempre migliore ;)
    Grazieeeeee

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *